Uguaglianza vera o presunta?

Uguaglianza sociale tra uomini esiste?
Uguaglianza esseri viventi verità
Spesso si sentono usare parole come uguaglianza da persone di diverso ceto sociale, ma sovente esse non comprendono cosa il termine voglia indicare realmente: siamo veramente tutti uguali noi umani?


Gli uomini non sono tutti uguali

Riporto alcuni termini relativi al tema dell'uguaglianza che riporta wikipedia:

"L'uguaglianza sociale si applica ai diritti e dei doveri dell'uomo considerati in termini di giustizia. L'uguaglianza in termini aristotelici è la distinzione relativa alle parti rispetto a un criterio (eguaglianza proporzionale) o di pura uguaglianza matematica. Ci sono diverse forme di uguaglianza relative alle persone e alle situazioni sociali. Per esempio, si può considerare la parità tra i sessi per quanto riguarda l'accesso al lavoro; le persone interessate sono di sesso opposto, la cui situazione sociale comune è l'accesso all'occupazione. Allo stesso modo, la parità di opportunità, in senso generale, implica l'idea che le persone dovrebbero essere nelle stesse condizioni di partenza nella vita, ovvero che tutti dovrebbero avere pari opportunità indipendentemente dalla loro nascita e successione."

Il termine uguaglianza, tanto sbandierato dalle persone, spesso è puramente un concetto ideologico che non ha vere radici nemmeno nella vita: mentre è vero che i doveri sono più o meno gli stessi per tutti, i diritti spesso si fermano a livelli aventi come riferimento la ricchezza, il potere politico o sociale di una persona rispetto ad altri, al possesso o meno di oggetti, case o altro, che superano quelli di altri. Quando si dice che tutti gli uomini sono uguali, si sta dicendo una verità parziale, contorniata di inesattezze di vario genere, ma facciamo un esempio pratico.

Come chi avrà avuto occasione di frequentare i tribunali di qualsiasi Paese al mondo, il povero ha spesso meno protezione di fronte agli abusi dei ricchi o delle persone meglio difese, così come anche a livello sociale, le differenze di vario tipo (sociali ma anche di razza, di colore di pelle, di ricchezza, di sesso, eccetera) hanno il loro peso di fronte al vedersi o meno riconosciuti i propri diritti istituzionali, che tali restano solo per iscritto non certo nella realtà di tutti i giorni. 

Quante volte è accaduto che un ricco commettesse uno sbaglio grave e venisse punito leggermente (vedi come è stato condannato un noto politico italiano e grande imprenditore - anche se io userei altri termini meno eleganti per definirlo purtroppo però non ho gli avvocati che paga lui - dopo essere stato condannato in ultima analisi per atti non propriamente poco interessanti dal punto di vista legale?

Ebbene si, l'uguaglianza non esiste, probabilemente, come diceva un vecchio proverbio, solo la morte rende tutti uguali per lo meno per il fatto di diventare tutti cibo per vermi. Nemmeno nella vita naturale esiste la perfetta uguaglianza: il più forte vince il più debole muore, non esiste una legge che protegge i deboli di fronte ai forti. Non esiste in natura una legge che asserisca che un essere malato debba essere aiutato a sopravvivere oltre ciò che la natura ha deciso per lui. 

Seppure ci siano in sostanza delle tesi che tendono a dare ragione a chi asserisce che ogni essere umano è uguale agli altri, in verità nemmeno nella nostra società esiste vera uguaglianza e allora spesso spuntano parole come razzismo, prevaricazione dei ricchi sui poveri, di chi ha potere verso chi non ne ha. 

Come si può vedere, non avendo i prosciutti davanti agli occhi, la legge rimane solo legge scritta ma spesso vanificata dalle reali inuguaglianze: non sto parlando dle fatto che ogni umano possegga un suo proprio carattere, ovviamente, unico e irripetibile, ma del fatto che nella nostra società, le tanto decantate leggi che dovrebbero rafforzare i diritti degli umani, non vengono veramente fatti rispettare nemmeno dalla legge stessa. 

Per chiunque abbia dei dubbi in merito chiedo loro di avere esperienza diretta del sistema legale che ci dovrebbe tutelare e che, invece, sovente si limita a difendere i diritti dei forti e dei ricchi a scapito dei diritti di tutti. Basti guardare anche solo le risibili condanne di lobby o imprese condannate per inquinamento e conseguente assassinio di civili che non conoscevano i fatti, fino a che la malattia non li colpì.

Le battaglie in questa direzione hanno avuto un apice con l'abolizione dei privilegi della Rivoluzione americana del 1791. Con la liberazione degli schiavi americani, nuovi problemi inerenti la perseguibilità di lobby è andata nella direzione che le stesse organizzazioni economiche volevano fin dall'inizio: la guerra americana tra Stati del Sud e del Nord, ebbe come risultato di liberare gli schiavi ma diede anche l'occasione alle organizzazioni di far si che la legge stessa le riconoscesse come persona fisica. 

Nel caso (cercherò di spiegarlo semplicemente) una organizzazione o lobby venga irconosciuta colpevole di danni o incuranze di vario genere, anche se condannata, non sarà obbligata a pagare nulla o comunque otterrà grosse agevolazioni di fronte alla legge proprio per la struttura che possiede. Una organizzazione che viene riconosciuta come persona fisica pur non essendolo, verrà condannata ma sarà impossibile per la legge stessa portare in atto la sentenza perché come si può rinchiudere una cosa che è ritenuta persona ma non lo è? 

Furbi vero? Bene, i termini di uguaglianza sfiorano questo uso contorto della legge da parte di chi governa da sempre il popolino che crede di capire cosa sia la legge e come difendersi dai "cattivi".... Come vedete è semplice usare parole come razzisti o uguaglianza tra popoli o umani o viventi ma difficile è ottenere qualcosa che vada più in là di un semplice scritto. 

Nonostante le parole Repubblica, libertà (altra parola usata senza sapere realmente cosa sia), uguaglianza si sentano spesso, le persone non sanno esattamente cosa siano e quale sia la realtà perché il popolo preferisce navigare in un mare di illusioni piuttosto che comprendere la realtà. Esistono ancora i nobili (ogni persona che possieda potere e grande ricchezza) in grado di decidere per il popolo convincendo quest'ultimo che si deve fare come loro vogliono e non come il popolo chiede. 

Sempre riportando wikipedia:

"L'uguaglianza sociale è quindi una situazione per cui tutti gli individui all'interno di società o gruppi specifici isolati debbano avere lo stesso stato di rispettabilità sociale."

E' un altro fattore falso: quante volte magari vostra figlia ha portato un ragazzo che avete subito giudicato non all'altezza della ragazza solo per il fatto di non avere lo stesso tenore di vita? E poi magari avete anche dato del razzista a qualcuno che cercava di riportare equilibrio in una situazione squilibrata e ingiusta come ciò che sta accadendo con gli immigrati che l'Italia deve aiutare (secondo l'UE)...

Se una persona è italiana, è nata in Italia, ha pagato le tasse, ha dato il suo contributo al fine di rendere questo Paese più ricco, quando questa persona si trova in difficoltà DEVE essere aiutata. Non può essere giusto che un immigrato che non ha fatto né dato nulla a questo Paese riceva tutto ciò che l'italiano non ha ottenuto. QUESTO E' VERO RAZZISMO, non è uguaglianza di diritti e chiunque contraddica questa cosa si deve sentire come un nazista che fa morire i propri figli per aiutare una talpa.... ok magari non la capirete, ma tanto molti non capiscono nemmeno l'ovvio... pazienza.

In Italia il principio di uguaglianza è riconosciuto nell'art. 3 della Costituzione il quale afferma che:
« Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ».

Se alcuni di quelli che usano la bocca per parlare quando dovrebbero tacere leggessero veramente l'italiano, noterebbero che si usa la parola CITTADINO e non chiunque.... il cittadino si è meritato i diritti che poi chiede allo Stato di rispettare (quando invece nella realtà non accade che gli vengano riconosciuti), quindi qui si che si parla di disuguaglianza. 

La vera uguaglianza è solo una pia illusione che la gente si ostina a decantare ma non capendo che non esiste: esisterà sempre chi è più ricco, chi è più potente, chi lavora e chi vive sulle spalle di chi lavora. Cosa si può fare? Nulla perché questa è la vita, se volete e anche se non lo volete ma almeno guardate in faccia la realtà invece di vivere in illusioni che vi fanno assomigliare a zombi drogati.

Art.21 Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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